La Storia del Kamut
Il kamut, noto anche come grano khorasan, è un cereale antico dalle origini affascinanti. Si ritiene che fosse coltivato già oltre 6.000 anni fa in Mesopotamia ed Egitto, tanto che alcune leggende narrano della sua scoperta all’interno delle tombe dei faraoni. Dopo millenni di relativa oscurità, il kamut è stato riscoperto nel XX secolo da un aviatore statunitense, che portò alcuni chicchi in Montana, dando il via alla loro coltivazione moderna.
Ciò che rende il kamut speciale è la sua ricchezza nutrizionale: rispetto al grano comune, è più digeribile, contiene un maggior apporto di proteine e minerali come selenio, magnesio e zinco. Inoltre, il suo gusto dolce e leggermente nocciolato lo rende ideale per la preparazione di paste fresche, pane e dolci.
Oggi, il kamut è apprezzato per le sue qualità benefiche e per la sua coltivazione biologica, che rispetta metodi tradizionali senza l’uso di modificazioni genetiche. Un ingrediente che unisce storia, salute e sapore, perfetto per reinventare piatti della tradizione italiana come i ravioli, rendendoli ancora più speciali e adatti a un’alimentazione equilibrata.